L'Archivio di Stato di Bari conserva circa 40 km lineari di documentazione, compresa in un arco cronologico tra l'XI secolo e la fine del XX, proveniente da enti, magistrature e istituzioni del periodo preunitario e da organi periferici dell'amministrazione dello Stato unitario, nonché archivi notarili, di corporazioni religiose soppresse, di enti pubblici e di istituzioni private, e infine archivi di famiglie e di persone. Del consistente patrimonio archivistico, pertanto, si segnalano il Tabulario diplomatico, raccolta di antichi documenti su pergamena (sec. XI-XIX), il corpus notarile, comprendente oltre 30.000 volumi di atti rogati da notai del Distretto di Bari a partire dal XV secolo fino agli inizi del 1900, gli atti degli uffici finanziari, tra i quali i catasti onciari dell’età di Carlo III di Borbone, gli atti giudiziari che spaziano dall'antico regime al periodo francese e borbonico, fino all'attuale ordinamento giudiziario. Cospicua la documentazione degli archivi di uffici amministrativi, tra cui spiccano le carte dell'Intendenza di Terra di Bari e della Prefettura di Bari; altrettanto rilevante è la consistenza di archivi non statali depositati, come l'archivio storico del Comune di Bari, di numerosi enti soppressi, e di archivi privati, come l'archivio della Casa Editrice "Gius. Laterza & figli" (1900-1959), che comprende, fra gli altri, il cospicuo carteggio tra Giovanni Laterza e Benedetto Croce, e l'archivio dello studio fotografico "Michele Ficarelli", attivo dagli anni Venti alle soglie degli anni Settanta del secolo scorso.
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